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Differenza tra Esecutore Testamentario e Curatore. Il Compenso

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L’esecutore testamentario serve per assicurarsi che le proprie volontà relative alla successione siano post-mortem effettivamente assolte e soddisfatte. L’esecutore del testamento è colui che, nominato all’interno del testamento, senza compenso, a meno che non sia espressamente previsto dal testatore, si occupa prevalentemente di: 

  • amministrare il patrimonio ereditario; 
  • eseguire le disposizioni testamentarie.

 

Esecutore testamentario e compenso. La differenza con il Curatore

Nella successione ereditaria sono diverse le problematiche relative al patrimonio ereditario e alle principali questioni connesse all’eredità. Alcuni di questi riguardano due figure quella dell’esecutore testamentario e quella del curatore del testamento, i quali si occupano dell’esecuzione delle disposizioni testamentarie e dell’amministrazione del patrimonio ereditario.

L’Esecutore Testamentario

È una figura giuridica che viene nominata dal testatore per amministrare il patrimonio con uno scopo ben preciso e individuato nel testamento, anche olografo. Ci sono casi in cui l’intenzione del testatore è di escludere dal suo patrimonio gli eredi e per assicurarsi che siano post mortem soddisfatte le sue volontà testamentarie, individua nel testamento l’esecutore ovvero colui che avrà il compito di realizzarle. In larga parte i testatori che si accingono a nominare l’esecutore prevedono un compenso per l’opera che egli andrà a svolgere, anche se il codice civile stabilisce che l’esecutore testamentario può essere nominato dal testatore senza compenso. Il Codice civile stabilisce che l’esecutore testamentario amministra la massa ereditaria prendendo possesso dei beni che ne fanno parte, anche se solo per un anno.

Il Curatore Testamentario

Il curatore è invece nominato d’ufficio dal tribunale oppure richiesto dalle persone o dai soggetti interessati e il suo compito è di amministrare l’eredità giacente in assenza di eredi o perché non ci sono o perché sono stati esclusi dall’asse ereditario o perché rifiutano l’eredità. Nel caso del curatore è espressamente previsto dal Codice civile un compenso per l’attività che andrà a svolgere, a valere sulla massa ereditaria. 

I conflitti tra esecutore e curatore testamentario. La decisione del Tribunale Ordinario di Bologna

Può succedere che un avvocato sia coinvolto nell’espletamento dei suoi servizi di assistenza legale per la gestione del patrimonio ereditario nella disputa tra l’esecutore testamentario designato o designati, perché per diverse ragioni l’esecutore può essere più di uno, e il curatore. L’esecutore può, infatti, non portare a compimento o tardare nel portare a compimento le disposizioni testamentarie di chi lo ha nominato nel testamento. In molti casi il testatore chiede al Tribunale la proroga di un altro anno da aggiungere ai 12 mesi, in cui egli è in possesso dei beni della massa ereditaria, ma deve dimostrare che le volontà del testatore non sono state soddisfatte per ragioni evidenti e giustificate. 

Il caso accertato dal Tribunale di Bologna

Le differenze tra esecutore e curatore testamentario emergono in una decisione presa dal Tribunale Ordinario di Bologna. Il caso è quello di un signore che nell’intenzione di destinare il suo patrimonio ereditario alla costituzione di una fondazione che avesse come scopo l’assegnazione di borse di studio a studenti meritevoli delle scuole medie superiori e facoltà̀ scientifiche, ha escluso dalla successione qualsiasi suo parente, di ogni ordine e grado, nominando nel testamento olografo gli esecutori testamentari che avevano il compito di fondare e istituire la Fondazione alla quale destinare tutti i suoi beni. 

L’iniziativa del curatore e la decisione del Tribunale che ha estromesso dal possesso e dell’amministrazione dei beni ereditari l’esecutore testamentario

La Corte di Cassazione ha già stabilito il 14 giugno 2016 con decisione n. 12241 che, seppur l’esecutore testamentario può perdere il possesso dei beni dopo che sia trascorso il tempo accordato per soddisfare la volontà espressa nel testamento, egli non viene meno al diritto/dovere di amministrare i beni per raggiungere l’obiettivo indicato da chi ha redatto testamento. Ma in questo caso il Tribunale ha stabilito che gli esecutori perdessero oltre al possesso anche il potere di amministrare i beni ereditari, in forza della constatazione che durante il periodo di oltre 4 anni in cui avrebbero dovuto eseguire le volontà del testatore non risultavano istanze da loro proposte o iniziative anche cautelari per dare attuazione ai compiti loro affidati. 

E quindi, per dare attuazione alle volontà del testatore fino a quel momento inevase dall’esecutore testamentario, il Tribunale ha ritenuto legittimo affidare il possesso e l’amministrazione dei beni ereditari al curatore, anche se la giurisprudenza non dispone del possesso dei beni a favore del curatore. La decisione è espressione di un giudizio negativo sull’amministrazione fino a quel momento compiuta dagli esecutori testamentari, dopo che il Tribunale ha accertato che a distanza di oltre quattro anni dall’apertura della successione nessuno di costoro si era attivato per la costituzione della Fondazione voluta dal testatore. Ed è stato sulla base del perdurare dell’inerzia rilevata dal Tribunale che quest’ultimo ha ritenuto pienamente legittimato ad agire il curatore testamentario, nell’interesse dell’eredità giacente.

 

 

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