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La Responsabilità Genitoriale e Affidamento dei Figli
Quando una coppia si separa e ci sono figli minori, la domanda più urgente è sempre la stessa: chi si occuperà dei bambini, come e con quali regole?
La risposta coinvolge tre istituti giuridici strettamente collegati: la responsabilità genitoriale, il regime di affidamento e — dal 2023, con la Riforma Cartabia — il piano genitoriale, oggi documento obbligatorio in tutti i procedimenti che riguardano i minori.
Che cos’è la Responsabilità Genitoriale?
La responsabilità genitoriale è l’insieme dei diritti e dei doveri che la legge attribuisce ai genitori nei confronti dei figli minorenni. Ha sostituito il vecchio concetto di “potestà genitoriale” a seguito della riforma del diritto di famiglia introdotta dal D.Lgs. 154/2013, che ha modificato gli artt. 315 e seguenti del Codice Civile.
La riforma ha perseguito due obiettivi principali:
- Equiparare la condizione di tutti i figli, eliminando ogni distinzione tra figli legittimi e naturali: oggi tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, indipendentemente dal fatto che i genitori siano stati sposati o meno.
- Definire con precisione i doveri dei genitori, ponendo al centro l’interesse del minore.
I doveri dei genitori a tutela dei minori
Ai sensi dell’art. 315-bis c.c., i genitori hanno il dovere di:
- mantenere economicamente il figlio;
- istruire e formare il figlio;
- assistere moralmente il figlio;
- rispettare le capacità, le inclinazioni naturali e le aspirazioni del figlio;
- garantire al figlio il diritto di vivere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti di entrambi i rami familiari.
La responsabilità genitoriale si esaurisce con la separazione?
No. La responsabilità genitoriale non viene meno a seguito di separazione, divorzio, scioglimento dell’unione civile, annullamento o nullità del matrimonio. Entrambi i genitori restano titolari e, in linea di principio, esercitano la responsabilità genitoriale di comune accordo, anche quando non vivono più insieme.
Come si Esercita la Responsabilità Genitoriale dopo la Separazione?
Decisioni ordinarie e decisioni straordinarie
La legge distingue tra due tipi di decisioni:
- Decisioni di ordinaria amministrazione (vita quotidiana, attività scolastiche, cure di routine): il genitore con cui il figlio si trova in quel momento può adottarle autonomamente.
- Decisioni di particolare importanza (cambio di residenza, scelta della scuola, interventi sanitari non urgenti, pratica religiosa, espatrio): devono essere assunte congiuntamente da entrambi i genitori.
Cosa succede se i genitori non sono d’accordo?
Se i genitori non riescono a trovare un accordo su una questione di particolare importanza, ciascuno può ricorrere al giudice. Il tribunale, dopo aver sentito entrambi i genitori e — se ha almeno 12 anni, o anche meno se capace di discernimento — il figlio minore, suggerisce le soluzioni più idonee nell’interesse del minore.
Se il disaccordo persiste, il giudice attribuisce il potere decisionale al genitore che ritiene più adatto a tutelare l’interesse del figlio nel caso specifico.
Affidamento Condiviso – Affidamento Paritetico Alternato – Affidamento Esclusivo: Quali Differenze?
L’affidamento condiviso: la regola generale
L’affidamento condiviso è il regime ordinario previsto dalla legge italiana (art. 337-ter c.c.) in caso di separazione con figli minori. Significa che entrambi i genitori partecipano attivamente alla crescita e alle decisioni relative ai figli, indipendentemente da dove il bambino risiede abitualmente.
L’affidamento condiviso non implica necessariamente la pari suddivisione dei tempi con ciascun genitore. La residenza prevalente del minore può essere fissata presso uno dei due genitori, mentre il diritto di visita dell’altro genitore è regolato dal giudice o dall’accordo tra le parti.
Una variante recente è l’affidamento paritetico alternato, in cui il minore trascorre tempi tendenzialmente uguali con entrambi i genitori. La Cassazione ha chiarito che questo modello si applica sia alle coppie coniugate che a quelle conviventi (art. 337-ter c.c.).
L’affidamento esclusivo: quando si applica?
L’affidamento esclusivo a uno solo dei genitori è un’eccezione, disposta dal giudice soltanto quando l’affidamento all’altro genitore sarebbe contrario all’interesse del minore. Le situazioni tipiche includono:
- stato di incapacità o grave inadeguatezza genitoriale;
- violenza domestica o comportamenti pregiudizievoli per il figlio;
- disinteresse manifesto e continuativo nei confronti del minore;
- condizioni di vita incompatibili con la cura del figlio.
In caso di affidamento esclusivo, il genitore non affidatario mantiene il diritto-dovere di vigilare sull’istruzione e sull’educazione del figlio e può ricorrere al giudice se le decisioni del genitore affidatario risultino pregiudizievoli.
La responsabilità genitoriale si concentra su una serie di diritti e doveri che gravano sui genitori esercenti tale responsabilità:
- Doveri di mantenimento dei figli;
- Rappresentanza e amministrazione dei beni del minore;
- Usufrutto legale sui beni del minore;
- Decadenza della responsabilità genitoriale, decisa in via giudiziale, quando il genitore viola o trascura i doveri verso il figlio;
- Ascolto del minore, se sussistono i presupposti previsti ex lege;
- Responsabilità genitoriale in caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio ovvero all’esito di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio.
- Assegnazione casa familiare;
- Affidamento ad un solo genitore ed opposizione all’affidamento condiviso.
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Il Piano Genitoriale: Cos’è e Perché è Obbligatorio dal 2023?
La novità introdotta dalla Riforma Cartabia
Uno degli elementi più significativi della Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), entrata in vigore il 28 febbraio 2023, è l’introduzione del piano genitoriale come documento obbligatorio in tutti i procedimenti giudiziali che coinvolgono figli minori.
Il riferimento normativo è l’art. 473-bis.12 del Codice di Procedura Civile: ogni genitore deve depositare, insieme al proprio primo atto difensivo, un piano genitoriale che descriva la proposta concreta su come intende organizzare la vita del figlio dopo la separazione.
Cosa deve contenere il piano genitoriale?
Il piano genitoriale deve indicare:
- I luoghi abitualmente frequentati dal minore (scuola, attività sportive, amici, parenti);
- Le attività extrascolastiche praticate o che si intendono far praticare;
- Le frequentazioni abituali del figlio con entrambe le famiglie allargate;
- Le vacanze e le festività, con indicazione di come verranno gestite;
- Le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale, comprese le comunicazioni tra genitori e le modalità di adozione delle decisioni condivise.
Perché il piano genitoriale è strategicamente importante?
Il piano genitoriale non è un mero adempimento formale. È il primo strumento con cui il giudice valuta la capacità genitoriale di ciascun genitore e la sua concreta volontà di garantire al figlio un rapporto equilibrato con entrambe le figure parentali.
Un piano genitoriale ben redatto, realistico, centrato sull’interesse del minore e non su logiche conflittuali, può fare una differenza significativa nella valutazione del giudice.
Consiglio legale: la redazione del piano genitoriale dovrebbe avvenire con il supporto dell’avvocato, sin dalle prime fasi del procedimento, per costruire una proposta coerente e credibile che tuteli davvero il rapporto genitore-figlio.
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Il Mantenimento dei Figli
La responsabilità genitoriale include il dovere di mantenimento, che non cessa con la separazione. Entrambi i genitori sono tenuti a contribuire al mantenimento del figlio in proporzione alle proprie capacità economiche e reddituali.
Il giudice, nel determinare l’assegno di mantenimento, tiene conto di:
- le esigenze del figlio (età, salute, studi, attività);
- le risorse economiche di entrambi i genitori (redditi, patrimoni, spese fisse);
- il tempo di permanenza del figlio con ciascun genitore;
- la valenza economica delle cure prestate direttamente dal genitore convivente.
L’obbligo di mantenimento persiste fino a quando il figlio — anche se maggiorenne — non raggiunga l’indipendenza economica, o finché non risulti evidente che non vi si adoperi per colpa propria.
L’Assegnazione della Casa Familiare
In presenza di figli minori, l’assegnazione della casa familiare è regolata dall’art. 337-sexies c.c. Il criterio guida è esclusivamente l’interesse dei figli: la casa viene assegnata al genitore presso cui i figli risiedono prevalentemente, a prescindere da chi ne sia il proprietario.
L’assegnazione è provvisoria e decade:
- se l’assegnatario cessa di abitarvi stabilmente;
- se forma una nuova convivenza stabile o contrae nuovo matrimonio;
- quando i figli raggiungono l’indipendenza.
Decadenza dalla Responsabilità Genitoriale
Il giudice può pronunciare la decadenza dalla responsabilità genitoriale (art. 330 c.c.) nei confronti del genitore che viola o trascura gravemente i propri doveri, o che abusa dei poteri connessi alla responsabilità genitoriale con grave pregiudizio per il figlio.
La decadenza è una misura estrema, adottata solo quando le altre forme di intervento risultino insufficienti a tutelare il minore. È sempre possibile la reintegrazione del genitore nella responsabilità genitoriale se vengono meno le cause che l’hanno determinata.
La Procedura in Caso di Separazione con Figli
Separazione consensuale
Se i coniugi raggiungono un accordo su tutte le condizioni (affidamento, mantenimento, casa, piano genitoriale), possono optare per la separazione consensuale, sottoposta all’omologazione del Tribunale.
Separazione giudiziale
Quando non vi è accordo, si procede con la separazione giudiziale. Il giudice, dopo aver sentito entrambi i genitori e valutati i piani genitoriali presentati, adotta i provvedimenti che ritiene più idonei nell’interesse dei figli.
In entrambi i casi, la difesa di un avvocato esperto in diritto di famiglia è fondamentale per tutelare i propri diritti e — soprattutto — quelli dei figli.
Affidamento Paritetico Alternato nelle Coppie Conviventi: cosa dice la Cassazione
L’affidamento paritetico alternato si applica integralmente anche alle coppie conviventi non coniugate, poiché l’art. 337-ter c.c. regola i diritti dei figli a prescindere dallo stato

Affidamento Paritetico Alternato: cos’è, come funziona e quando si applica
L’affidamento paritetico alternato è una modalità di attuazione dell’affidamento condiviso in cui il minore trascorre tempi di permanenza tendenzialmente uguali con entrambi i genitori, alternandosi

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Perché Rivolgersi all’Avvocato Sagone a Torino
Lo Studio Legale Sagone di Torino assiste i genitori in tutte le fasi dei procedimenti di separazione e divorzio che coinvolgono figli minori:
- Redazione del piano genitoriale strategicamente orientato all’interesse del minore
- Negoziazione e definizione dell’accordo di separazione consensuale
- Assistenza nel giudizio di separazione e divorzio
- Tutela in caso di inadeguatezza o comportamenti pregiudizievoli dell’altro genitore
- Modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento già stabilite
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