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Azione di Riduzione: Cos’è, chi può farla, le ultime Sentenze della Cassazione

Azione di Riduzione. Significato, definizione soggetti attivi

L’azione di riduzione è lo strumento previsto dal codice civile per tutelare i diritti dei legittimari (eredi riservatari come figli, coniuge, genitori) quando la loro quota minima di eredità – detta “quota di legittima” – viene lesa da donazioni o disposizioni testamentarie fatte dal defunto a favore di altri soggetti. In pratica, se un testatore ha donato troppo in vita o ha lasciato troppo a qualcuno con il testamento, il legittimario può agire per “ridurre” questi atti e reintegrare la propria quota di legittima.

Esempio pratico:
Se Tizio lascia tutto il suo patrimonio all’amico Caio, escludendo i figli, questi potranno esercitare l’azione di riduzione per ottenere ciò che spetta loro per legge.


Chi può proporre l’azione di riduzione?

L’azione di riduzione spetta esclusivamente ai legittimari lesi, cioè a chi avrebbe diritto alla quota di legittima e ne ha ricevuto meno di quanto previsto dalla legge.
Possono proporla:

  • I figli (compresi adottivi)

  • Il coniuge

  • Gli ascendenti (genitori)

E solo se la loro quota è stata lesa (lesione della legittima).

A chi spetta l’azione di riduzione?

Spetta ai legittimari, anche se solo in parte lesi. Non possono proporla gli altri eredi, i creditori del defunto, i beneficiari non legittimari.


Improcedibilità dell’azione di riduzione. Chi non può proporre l’azione di riduzione?

Non possono agire:

  • Gli eredi non legittimari (es. fratelli, nipoti, amici)

  • I legatari che non hanno diritto a quota di legittima

  • I semplici creditori del defunto

Solo chi subisce una lesione della legittima ha titolo a chiedere l’azione di riduzione.


Come si esercita l’azione di riduzione? Procedura e mediazione obbligatoria

L’azione di riduzione si esercita con un atto di citazione davanti al tribunale, nei confronti di chi ha ricevuto le donazioni o le disposizioni testamentarie lesive. Dal 2022, prima di agire in giudizio, è obbligatorio tentare la mediazione civile (azione di riduzione e mediazione obbligatoria): la procedura si avvia tramite un organismo di mediazione e solo se questa fallisce si può andare in tribunale.


Quando si può fare azione di riduzione? Prescrizione e termine dei 20 anni

  • Prescrizione: l’azione si prescrive in 10 anni dal momento dell’apertura della successione (morte del de cuius).

  • Donazioni anteriori a 20 anni: se sono trascorsi più di 20 anni dalla donazione (art. 563 c.c.), non si può più ottenere la restituzione dell’immobile da chi l’ha acquistato in buona fede (cd. usucapione del donatario).

Quindi, anche se la donazione è lesiva della legittima, chi ha ricevuto il bene da più di 20 anni e lo ha rivenduto, il terzo acquirente non è tenuto a restituire.


Come evitare l’azione di riduzione?

È fondamentale pianificare correttamente le proprie disposizioni patrimoniali, rispettando le quote di legittima e consultando un avvocato esperto in successioni.
Atti notarili, rinunce, transazioni, e patti di famiglia possono essere strumenti utili a evitare future liti e azioni di riduzione.


Azione di riduzione: come domanda riconvenzionale

L’azione di riduzione può essere proposta anche come domanda riconvenzionale in un giudizio avviato da altri, ad esempio quando un coerede chiede la divisione ereditaria e il convenuto eccepisce la lesione della propria legittima.


Azione di riduzione e testamento

L’azione può colpire sia le disposizioni testamentarie (ad esempio, un testamento che esclude un figlio) sia le donazioni fatte in vita dal defunto, che abbiano leso la quota di legittima.


Azione di riduzione esempio pratico

Esempio:
Tizio muore lasciando un testamento che attribuisce tutti i beni alla nuova compagna, escludendo i due figli. I figli, come legittimari, possono agire per ridurre il testamento e ottenere almeno la loro quota di legittima.


Azione di riduzione e divisione ereditaria

Spesso l’azione di riduzione si intreccia con la divisione ereditaria, quando i legittimari chiedono sia la reintegrazione della quota sia la ripartizione dei beni.


Rinuncia all’azione di riduzione

Il legittimario può rinunciare all’azione di riduzione, espressamente o tacitamente (ad esempio, non agendo nei termini di legge).


Sentenze della Cassazione più recenti (2023-2025) sull’azione di riduzione

1. Cass. civ. sez. II, 23 gennaio 2025, n. 1632

Pronuncia fondamentale su successioni internazionali: la Cassazione ha chiarito che l’azione di riduzione è possibile solo se la legge applicabile riconosce la legittima, confermando la centralità del diritto internazionale privato.

2. Cass. civ., 24 ottobre 2024, n. 27580

Stabilisce che lo scioglimento della comunione ereditaria conseguente all’azione di riduzione segue le regole ordinarie del codice civile.

3. Cass. civ., 12 luglio 2024, n. 19230

Conferma che, nel caso di donazioni indirette, il regime probatorio è particolarmente rigoroso: il legittimario deve provare sia la donazione sia la lesione subita.

4. Cass. civ., 21 giugno 2023, n. 17749

Fissa un principio chiave: l’azione di riduzione ha carattere individuale, quindi ogni legittimario può agire singolarmente senza bisogno di chiamare in giudizio tutti gli altri interessati (no litisconsorzio necessario).

5. Cass. civ., 4 agosto 2023, n. 23862

Analizza la riduzione di donazioni in vita e testamentarie: fondamentale per chi voglia impugnare donazioni fatte molti anni prima del decesso.


Domande frequenti sull’azione di riduzione

Cosa significa azione di riduzione?
È un’azione giudiziaria per reintegrare la quota di legittima lesa da donazioni o testamenti.

Prescrizione azione di riduzione:
Si prescrive in 10 anni dalla morte del de cuius; per la restituzione dei beni donati a terzi, il termine è di 20 anni dalla donazione.

Azione di riduzione fac simile:
È possibile redigere un atto di citazione per azione di riduzione con l’assistenza di un avvocato esperto in diritto successorio.

Azione di riduzione e mediazione obbligatoria:
Dal 2022 è necessario tentare la mediazione prima di andare in giudizio.

Azione di riduzione e divisione ereditaria:
Spesso le due azioni sono collegate; prima si reintegra la quota, poi si divide il patrimonio.


Conclusioni

L’azione di riduzione è una tutela fondamentale per gli eredi legittimari che vedono lesa la propria quota. Le sentenze recenti della Cassazione offrono principi e chiarimenti fondamentali, utili per affrontare in modo consapevole la pianificazione successoria e per difendere i propri diritti.


Se hai bisogno di assistenza per un caso concreto di lesione della legittima o vuoi pianificare la successione in modo sicuro, contatta il nostro studio: ti aiutiamo a tutelare i tuoi diritti ereditari.

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