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Divorzio veloce per le Coppie di Fatto. Il ruolo dell’avvocato

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Una novità arriva dalla Riforma della Giustizia Civile, per gli Avvocati che si occupano di Diritto di Famiglia, Separazione e Divorzio e per le coppie di fatto che vogliono interrompere la loro unione. La negoziazione assistita si espande anche alle coppie non coniugate per meglio definire i contrasti in merito ai figli. La riforma del processo civile prevede che gli avvocati possano entrare nel merito della regolamentazione degli accordi per l’assegno di mantenimento all’ex compagno e per l’affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio. 

La negoziazione assistita si estende alle pratiche di separazione e divorzio veloce per le coppie di fatto anche con figli

La negoziazione assistita è stata introdotta nell’ordinamento italiano nel 2014, con decreto-legge 132, convertito in L. 162/2014. La negoziazione è una procedura, mediante la quale le parti convengono di raggiungere un accordo in merito alla separazione o al divorzio, assistiti dai rispettivi avvocati, nel quale registrare i termini e le condizioni del procedimento avviato per risolvere in via amichevole la separazione o il divorzio. 

Il successo della negoziazione assistita nelle pratiche di divorzio tra coppie di fatto  

L’intervento dell’avvocato nell’ambito della risoluzione delle crisi familiari e per aiutare le coppie in crisi a trovare l’accordo per la separazione o il divorzio ha dato buona prova di sé. L’istituto della negoziazione assistita e la sua applicazione sono cresciuti in maniera esponenziale: le coppie hanno acquisito fiducia in questo strumento giuridico, tanto da interessare un numero sempre più elevato di separazioni e divorzi definiti con l’utilizzo della negoziazione assistita. Finora questo istituto ha riguardato coppie coniugate, con e senza figli, ma con la riforma del processo civile la negoziazione assistita potrà essere utilizzata anche dalle coppie di fatto in crisi per risolvere le controversie riguardanti i figli, ovvero: 

  • mantenimento e affidamento dei figli minori; 
  • mantenimento dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti; 
  • modifica delle condizioni stabilite precedentemente;
  • mantenimento chiesto ai genitori dal figlio maggiorenne non autosufficiente;
  • alimenti.

Le novità descritte rientrano nell’ambito delle misure urgenti previste dalla Riforma del processo Civile e si applicheranno ai procedimenti avviati dal 180esimo giorno dopo l’entrata in vigore della legge.

L’estensione del ruolo dell’avvocato nelle pratiche di separazione e divorzio

Nel corso del tempo l’istituto della negoziazione assistita ha avuto un notevole successo nelle pratiche di separazione e divorzio tra i coniugi uniti in matrimonio, tanto che è stata ritenuta una valida soluzione estendere l’istituto in questione anche alle coppie di fatto, prevedendo, inoltre:

  • patti di trasferimenti immobiliari con effetti obbligatori, per il cui perfezionamento sarà necessario l’intervento di un notaio;
  • il giudizio di congruità;
  • la previsione di un importo in un’unica soluzione anziché l’assegno mensile, previsto dall’articolo 5, ottavo comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898, affidato ai difensori con la certificazione dell’accordo delle parti.

I dati rilevati su 87 Ordini Professionali di Avvocati sui 139 in Italia dicono che fino al 2019, l’85% dei 6.785 accordi di mediazione tra ex coniugi raggiunti con l’assistenza degli avvocati, ha riguardato più di 3.000 separazioni consensuali, 2.400 divorzi congiunti e 266 modifiche delle precedenti condizioni di separazione o divorzio. 

Un unico rito a domanda congiunta per la separazione e divorzio dei coniugi e per l’affidamento dei figli

La riforma istituisce nuove opportunità per la separazione ed il divorzio per rendere sempre più veloci e snelle le procedure per gli ex coniugi in ordine anche alle procedure consensuali in Tribunale. La riforma prevede, infatti, di istituire un unico rito per i procedimenti a domanda congiunta di separazione dei coniugi, di divorzio e di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio. La procedura si verrebbe a configurare in forma semplificata, con il vantaggio per le parti di non doversi presentare alla prima udienza in Tribunale prevista per il rituale tentativo di conciliazione, perché sostituita da dichiarazioni scritte con cui gli ex partner confermano di non volersi riconciliare e di voler procedere alle condizioni già inserite nell’accordo. La riforma intende istituzionalizzare questa prassi già attuata nei Tribunali a causa della pandemia con risultati positivi.

 

 

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