In caso di separazione o divorzio con affidamento condiviso, l’assegno unico universale spetta di norma al 50% a ciascun genitore, salvo diverso accordo tra le parti o diversa disposizione del giudice. È una misura di sostegno erogata dall’INPS, distinta dall’assegno di mantenimento, che resta un obbligo tra i genitori.
A chi spetta l’assegno unico in caso di separazione o divorzio
L’assegno unico è una misura di sostegno al welfare familiare che spetta alle famiglie (sposate e non) con figli a carico fino al compimento del ventunesimo anno di vita. In caso di separazione e divorzio l’assegno unico spetta:
- In caso di affidamento condiviso la regola generale è la ripartizione al 50% tra i due genitori.
- I genitori possono però concordare che l’importo sia versato per intero a uno solo (di solito il genitore collocatario), indicandolo nella domanda o modificando successivamente l’opzione.
- In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta di norma al genitore affidatario.
- Altre eccezioni possono essere la diversa decisione del Giudice in caso di separazioni e divorzi giudiziali o nelle cause tra genitori per l’affidamento dei figli, con l’attribuzione dell’assegno unico esclusivamente al genitore collocatario. La Giurisprudenza, infatti, è orientata dalla Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Ordinanza n. 16632/26 del 27.05.26, in ragione del fatto che l’assegno è definito unico proprio perché diretto a sostenere gli interventi necessari nell’espletamento della genitorialità e della natalità.
Ripartizione e collocamento: cosa ha chiarito la Cassazione
Un aspetto spesso frainteso: il collocamento prevalente dei figli presso un genitore non basta, da solo, a giustificare una deroga alla ripartizione paritaria dell’assegno. Recenti pronunce della Cassazione hanno chiarito che la deroga al 50/50 richiede una valutazione specifica del giudice e non discende automaticamente dal collocamento.
Assegno unico e assegno di mantenimento: come si integrano
È il punto più delicato. Assegno unico e assegno di mantenimento non sono la stessa cosa: il primo è un sostegno pubblico legato all’ISEE ed erogato dall’INPS; il secondo è l’obbligo economico dei genitori verso i figli, stabilito in sede di separazione o divorzio. Sul se e quanto l’assegno unico incida sulla quantificazione del mantenimento non esiste un orientamento del tutto consolidato: la giurisprudenza ha affrontato la questione in modo non uniforme. Per questo è importante valutare il singolo caso ed, eventualmente, adeguare gli accordi o chiederne la revisione.
Come modificare la ripartizione o le condizioni
La ripartizione dell’assegno unico può essere aggiornata per accordo tra i genitori (modificando l’opzione in domanda) oppure, quando serve, intervenendo sulle condizioni di separazione/divorzio o con un ricorso per la modifica delle condizioni. Ti aiutiamo a individuare lo strumento corretto. [→ Modifica delle condizioni di separazione]
Riepilogo casi particolari della concessione dell’assegno unico
| Condizione | Riferimento principale | |
|---|---|---|
| Figli maggiorenni fino a 21 anni con condizioni (studio, lavoro ≤ 8.000 €, disoccupazione, servizio civile) | Art. 2 D.Lgs. 230/2021; scheda INPS | |
| Figli con disabilità: nessun limite di età e maggiorazioni specifiche | Art. 2 D.Lgs. 230/2021; Circ. INPS 7/2026 | |
| Affido esclusivo: erogazione al genitore affidatario | Art. 6, comma 4, D.Lgs. 230/2021; Circ. INPS 23/2022 |
Dove trovare importi e requisiti aggiornati
Gli importi, le maggiorazioni e le soglie ISEE dell’assegno unico sono aggiornati periodicamente dall’INPS: per i valori correnti fai riferimento al sito ufficiale INPS. In questa pagina trattiamo gli aspetti legali legati alla separazione, che è dove serve l’assistenza di un avvocato.
Domande frequenti
L’assegno unico spetta a entrambi i genitori separati? Con affidamento condiviso, di norma sì: è ripartito al 50% tra i due, salvo diverso accordo o decisione del giudice.
L’assegno unico si somma al mantenimento o lo riduce? Sono misure distinte. Se e in che misura l’assegno unico incida sul mantenimento è una questione valutata caso per caso e non del tutto consolidata in giurisprudenza: è opportuno un esame specifico della propria situazione.
Chi prende l’assegno unico con l’affido condiviso? Di regola entrambi al 50%; i genitori possono concordare il versamento intero a uno solo. Il solo collocamento prevalente non giustifica automaticamente una deroga.
Posso chiedere che l’assegno unico venga versato solo a me? Sì, per accordo tra i genitori (indicandolo nella domanda) o, in mancanza di accordo, valutando gli strumenti legali disponibili.
L’assegno unico spetta anche per i figli maggiorenni? Può spettare fino a una certa età e a determinate condizioni. Verifica i requisiti aggiornati e, per i profili legati alla separazione, chiedici una valutazione.

