🆘 Cosa fare subito in caso di Violenza
Se sei in pericolo immediato, non aspettare:
- 📞 Chiama il 112 o 113 se l’aggressione è in corso.
- 📞 Chiama il 1522 (Numero Anti Violenza e Stalking, gratuito e anonimo h24) per supporto psicologico e prima indicazione.
- 🏥 Recati al Pronto Soccorso se hai subito lesioni: il referto medico è la prova fondamentale per attivare il “Codice Rosso” (procedura d’urgenza).
- ⚖️ Contatta un Avvocato per depositare la Querela e chiedere l’allontanamento immediato del convivente violento.
Nota Bene: Per le vittime di violenza, l’assistenza legale è quasi sempre coperta dal Gratuito Patrocinio (a spese dello Stato), indipendentemente dal reddito.
Il fenomeno più evidente di violenza domestica, o violenza da partner intimo, è un reato commesso significativamente a livello statistico di più dagli uomini nei confronti delle donne e drammaticamente trova il suo culmine nel femminicidio.
Con l’espressione violenza domestica, tuttavia, si intende la violenza fisica, sessuale, psicologica o economica perpetrata all’interno del contesto domestico. Le vittime possono essere genitori, figli, fratelli, coniugi, partner, a prescindere dalla condivisione dell’abitazione. Dal momento che la violenza è perpetrata da familiari su altri familiari o, al massimo, da conviventi o ex conviventi sul partner o ex partner, riconoscerla e saper intervenire per tutelare sé stessi o le persone intorno a chi esercita la violenza può fare la differenza nell’evitare, almeno tentare di evitare, una tragedia.
Disparità di potere alla base della violenza domestica. Cosa fare contro le aggressioni sessuali, lo stalking e le altre forme di violenza
La violenza domestica esiste da sempre nella nostra società ed è dunque definibile come un fenomeno strutturale caratterizzato da aspetti sociali, politici, culturali e relazionali alla cui base troviamo la disparità di potere tra i generi o i soggetti, presenti in ogni condizione socio economica, religiosa e geografica. Tuttavia, è interessante notare che il maggior numero di reati che non vedono differenze sociali ed economiche sono proprio quelli contro le donne. Nell’ambito generale del reato cui facciamo riferimento esistono diverse forme di violenza domestica, a volte presenti contemporaneamente a volte singolarmente. Ecco alcuni esempi più comuni di violenza domestica:
- violenza domestica fisica: è quella più facile da riconoscere, perché lascia segni sul corpo, e di conseguenza è quella più facile da denunciare;
- violenza domestica sessuale: quando è agita da partner intimo è spesso non riconosciuta dalla stessa vittima, in quanto ancora oggi le prestazioni sessuali sono sentite come un dovere coniugale;
- violenza domestica psicologica: è più subdola tra le forme di violenza domestica e si può manifestare con atteggiamenti minacciosi o di controllo, che isolano la vittima o la fanno sentire inadeguata nel contesto domestico e ed extradomestico;
- violenza domestica economica: comporta la privazione delle risorse economiche necessarie al partner, tipica qualora sia solo uno dei due a lavorare, ma talvolta si può concretizzare con il controllo delle spese dell’altro anche quando questo ha un proprio lavoro.
La manifestazione del reato di stalking
Un’altra forma di violenza meno domestica, in quanto si può restarne vittime anche da una persona che non sia strettamente un familiare o ex coniuge o convivente, è il reato di stalking. Proprio per la sua natura poco chiara è ancora molto complesso da valutare e solo recentemente è stato riconosciuto a livello giuridico.
Le conseguenze psicologiche per chi resta vittima di violenza domestica, attenzione verso le vittime, responsabilità, assistenza legale
Le conseguenze per chi subisce violenza domestica possono essere molto gravi, più della metà delle vittime soffre di perdita di fiducia e autostima. Troviamo anche percentuali elevate di ansia, fobia e attacchi di panico, senso di impotenza, disturbi del sonno, depressione, disturbi dell’alimentazione, difficoltà a concentrarsi, dolori corporei, difficoltà a gestire i figli fino ad arrivare, in percentuali minori ma comunque allarmanti (12%), ad atti di autolesionismo o idee suicidarie. Naturalmente, quando sono presenti dei figli, la violenza non colpisce solo la vittima, più spesso la donna, ma anche i figli se sono presenti. Le aggressioni, fisiche o psicologiche, creano un clima di terrore e pericolo e possono compromettere le competenze e le responsabilità genitoriali e influenzare negativamente la relazione tra la vittima e i suoi bambini. Abbiamo già parlato in un precedente articolo delle conseguenze per i figli che subiscono violenza assistita, per i quali si configura un trauma complesso che rischia di avere effetti a livello emotivo, cognitivo e relazionale. Inoltre la possibilità che la violenza si trasmetta a livello intergenerazionale è molto elevata.
Trattandosi di un fenomeno endemico, presente in tutte le categorie di persone, è molto probabile che ognuno di noi abbia vissuto, in prima persona o indirettamente, una situazione di violenza e che nella nostra rete familiare o amicale siano presenti vittime o aggressori. Per questo motivo, per combattere la violenza domestica sarebbe necessario mettere in discussione i modelli sociali e culturali a cui siamo abituati.
L’attenzione necessaria nei confronti di chi racconta episodi o esperienze di violenza subita, domestica o meno che sia
Liberarsi dalla violenza è possibile, ma per farlo è necessario che le persone intorno alle vittime non svalutino i loro racconti, e garantiscano un clima di ascolto e accoglienza. Spesso, ancora oggi, le donne, o le vittime di violenza di questo tipo fanno fatica a raccontare le loro storie, perché molte forme di violenza sono invisibili e profondamente radicate nella nostra cultura. È fondamentale non giustificare mai la violenza e riconoscere le difficoltà delle vittime, senza porre domande che minimizzino la situazione come chiedere il perché, nel caso di violenza contro le donne, non lascino il partner (il che spesso non avviene per paura di ripercussioni su sé stesse e sui figli).
Lo spostamento della responsabilità della violenza dal carnefice alla vittima. La fondamentale assistenza del legale di fiducia
Questi comportamenti, spesso inconsapevoli, portano alla colpevolizzazione della vittima, spostando la responsabilità della violenza da chi la esercita verso chi la subisce. Sottolineare che la responsabilità non è mai della vittima è fondamentale per distinguerla da un conflitto, in cui non c’è una coercizione o un controllo ma una reciprocità.
8 Utili Consigli per Elaborare la Strategie di Difesa per le Donne Vittime di Violenza Domestica.
Se la situazione è emergenziale, prima di tutto, è indispensabile avvertite le forze dell’ordine e recarsi ad un Centro Antiviolenza. Per conoscere il Centro Antiviolenza più vicino al vostro territorio si può chiamare il numero nazionale 1522, sempre attivo e multilingue. In generale per le donne che si trovano in situazioni di violenza domestica e non solo, è vitale conoscere le strategie e le risorse disponibili per la propria difesa e sicurezza. Ecco alcune azioni fondamentali da considerare:
- Riconoscere la Violenza: Il primo passo è identificare e riconoscere i segni della violenza domestica, che possono essere fisici, psicologici, sessuali o economici. È importante comprendere che ogni forma di abuso è inaccettabile e merita attenzione.
- Pianificare in Anticipo: Se possibile, pianificare un piano di sicurezza. Questo può includere la memorizzazione di numeri di emergenza, l’identificazione di luoghi sicuri in casa, e la preparazione di una borsa d’emergenza con documenti essenziali, denaro, e oggetti di prima necessità.
- Assistenza e supporto Legale: Rivolgersi a un avvocato in casi di violenza domestica per conoscere i diritti legali e le opzioni disponibili, come ordini di protezione o procedimenti legali contro l’aggressore.
- Utilizzare i Servizi di Supporto: Contattare centri antiviolenza o linee di aiuto dedicate, dove puoi ricevere supporto psicologico, consigli pratici e, se necessario, un rifugio sicuro.
- Comunicare con le Autorità: In caso di pericolo immediato chiamare senza indugio le forze dell’ordine. È importante denunciare gli episodi di violenza per garantire la propria sicurezza e dei propri cari e avviare un percorso legale contro l’aggressore.
- Rete di Supporto Personale: Costruire una rete di supporto tra amici, familiari e colleghi di fiducia. Condividere la propria esperienza con persone di supporto può offrire conforto emotivo e aiuto pratico.
- Conservare le Prove: Documentare gli episodi di violenza, conservando messaggi, registrazioni, rapporti medici o testimonianze, che possono essere utili in eventuali procedimenti legali.
- Assistenza Psicologica: Considerare il supporto psicologico di esperti, per affrontare il trauma e ricostruire l’autostima e la resilienza. Questo è fondamentale per il proprio benessere a lungo termine.
Se hai bisogno di consulenza legale per procedimenti complessi da separazione, divorzio, violenza domestica compila senza impegno il modulo di contatto.
Domande Frequenti (FAQ) sul Codice Rosso e Violenza Domestica
Violenza domestica cosa fare subito?
Se sei in pericolo immediato e l’aggressione è in corso, chiama subito il 112. Se hai bisogno di un consiglio anonimo o supporto psicologico, chiama il numero gratuito 1522 (attivo h24). Se hai subito lesioni fisiche, recati al Pronto Soccorso e fatti rilasciare il referto medico: è la prova fondamentale. Successivamente, contatta un avvocato per depositare la querela e chiedere l’attivazione della procedura d’urgenza (“Codice Rosso”).
Come denunciare il marito violento senza soldi?
La paura dei costi legali non deve fermarti. La legge italiana prevede che le vittime di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori (stalking) abbiano diritto al Gratuito Patrocinio (avvocato pagato dallo Stato) a prescindere dal proprio reddito. Non dovrai anticipare alcuna spesa per difenderti.
Cosa succede dopo la denuncia per maltrattamenti?
Con la legge “Codice Rosso”, la procedura è velocissima. La Polizia Giudiziaria comunica immediatamente la notizia di reato al Pubblico Ministero, che deve ascoltare la vittima entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia. In caso di rischio concreto, il Giudice può disporre misure cautelari immediate, come l’allontanamento d’urgenza del convivente violento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento.

